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Due motivi per cui non devi lasciare i tuoi soldi fermi sul conto

Partiamo da alcuni dati, ad oggi circa 1.379 Miliardi di Euro sono “parcheggiati” in conti correnti e conti deposito. Una cifra enorme, remunerata ad un tasso medio dello zero virgola. Ovviamente non tutti questi 1.379 miliardi sono investibili, molti servono a far fronte alle spese quotidiane. Ma di questa montagna di liquidità c’è anche una fetta molto grande in eccedenza che le persone non investono o per mancanza di fiducia nelle istituzioni bancarie, o per mancanza di informazioni e per una quasi totale assenza di educazione finanziaria. Tutto questo genera a lungo termine una perdita reale di potere d’acquisto.

“Gli Italiani sono grandi risparmatori ma non riescono a far fruttare quanto accantonato. In quindici anni la loro ricchezza finanziaria è cresciuta la metà degli altri cittadini Europei” 

Un esempio: Prendiamo l’Irlanda. La ricchezza finanziaria degli irlandesi, tra il 2003 e il 2017 è cresciuta dell’65%. Il 93% di questo incremento è stato generato dall’aumento di valore dei loro investimenti ma solo dal 7% dal nuovo risparmio. In Italia la situazione è opposta, la ricchezza è cresciuta del 24% e questo incremento è dovuto per l’87% a nuovi risparmi e solo per il 13% all’aumento di valore degli investimenti.

Questo dato indica il primo motivo per non tenere liquidità in eccesso sul conto corrente. 

Mancanza di rendimento e inflazione personale:

Il denaro parcheggiato nel conto corrente o conto deposito “non lavora” quindi non è remunerato a sufficienza per poter contrastare l’aumento del costo della vita. Ogni anno i prezzi di beni, servizi e generi alimentari aumenta in maniera progressiva. Un esempio il prezzo medio di uno smartphone (che ormai il 90% della popolazione possiede) aumenta del 7% annuo. Conseguentemente e progressivamente la liquidità ferma sul conto perde di valore in termini di potere d’acquisto. Inoltre l’inflazione personale potrebbe crescere ulteriormente se dal 1 Gennaio 2020 dovesse concretizzarsi l’aumento dell’IVA, alcuni studi valutano un impatto sul portafoglio degli italiani tra i 538 e gli 857 euro. Il denaro fermo in conto corrente offre la sensazione di avere sempre la stessa cifra sul conto o magari anche lievemente aumentata, ma appunto è solo una sensazione. Quel lieve aumento è solo dovuto all’accumulo di risparmio che non viene speso, ma a lungo termine il risultato è una perdita in conto capitale dettata dall’aumento del costo della vita. Per intenderci, 1000 euro sul conto oggi hanno un valore ed un potere contrattuale, sarà lo stesso tra 15 anni? la risposta è NO.

La liquidità sul conto non è mai abbastanza.

Uno dei motivi che spinge le persone a lasciare il capitale fermo in liquidità è l’incertezza del futuro o la paura di non avere denaro pronto in caso di imprevisti. Ebbene la liquidità in eccesso, per quanto alta non è mai abbastanza per far fronte ad imprevisti importanti. Molti usano la liquidità come scudo per gli imprevisti, come fosse una assicurazione. Ma appunto per gli imprevisti ci sono le polizze assicurative. Esempio: se cade un vaso di fiori dal balcone e fai del male ad un passante, non bastano 200.000 euro in conto corrente per risarcire. Ma basterebbe 200 euro annui di polizza responsabilità civile, ed in questo modo si libererebbero risorse da usare in maniera più fruttuosa. 

Cosa fare dunque? La ricetta è quella di informarsi (non solo sui prodotti) e spostare il proprio orizzonte temporale più a lungo termine e cercare il rendimento nei mercati finanziari, e affidarsi a professionisti affidabili, che sappiano interpretare le esigenze personali e famigliari nella maniera più dettagliata possibile e che sappiano aiutare a scegliere gli strumenti più idonei.

Andrea Simbula il coach del risparmio

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